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Discussione: Dead Space - Recensione a cura di Noctis

  1. #1
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    Dead Space - Recensione a cura di Noctis

    Dead Space



    Era il lontano 1979 quando un’allora emergente Ridley Scott, venne consacrato nell’olimpo dei migliori registi Hollywoodiani grazie alla brillante idea di riproporre il genere fanta-horror (tanto in voga negli anni cinquanta) sul grande schermo con un film che, negli anni a venire, sarebbe divenuto un Cult immortale. Sto parlando naturalmente di “Alien” che, per chi non lo sapesse, narra la sciagurata avventura di un gruppo di astronauti che a bordo di una gigantesca nave spaziale, viene decimato senza pietà da una misteriosa razza aliena “imbarcatasi” all’insaputa dell’equipaggio, durante l’ultimo atterraggio effettuato dall’astronave sul satellite di un misterioso pianeta.
    Trascorrono appena tre anni (è il 1982) ed un altro “gigante” della cinepresa, il mitico John Carpenter, ispirandosi ad un racconto fantascientifico/horror, da vita ad un altro Cult: “The Thing” conosciuto nel nostro paese con il titolo: “La Cosa”.
    Questa volta ci troviamo in Antartide, in una base di ricerca americana la cui quiete verrà bruscamente interrotta (anche in questo caso…) dall’arrivo di una misteriosa razza aliena che, dopo aver contagiato animali e persone, li tramuta in orripilanti esseri informi assetati di sangue…!!!
    Perché vi sto raccontando tutto questo? Semplice!
    Se quel pazzo del dottor Victor Frankenstein avesse potuto cucire queste due pellicole, il mostruoso ibrido che ne sarebbe scaturito, avrebbe avuto il volto di Dead Space…!
    Già, perché Dead Space unisce le claustrofobiche ambientazioni di Alien, caratterizzate da lunghi corridoi di metallo male illuminati attraversati da fasci di tubature attaccate alla volta che emettono perennemente densi getti di vapore, alle grottesche ed aberranti creature affrontate in “The Thing” dai ricercatori nella base americana sperduta tra i ghiacci.
    Le oggettive similitudini che accomunano le ambientazioni del gioco ed il design delle creature alle pellicole cinematografiche da me menzionate, costituiscono il pregio… ma anche il difetto di questo survivor horror.
    Difetto, perché il level design non offre assolutamente nulla che non si sia già visto e rivisto in giro. Pregio perché, trattandosi di scenari già ben collaudati da altri prodotti, ne garantiscono un gradevole impatto a patto (e scusate il gioco di parole) che voi siate amanti del genere in questione.
    Analizziamone adesso l’aspetto tecnico.

    Il gioco si svolge interamente all’interno dell’astronave USG-Ishimura offrendoci una visuale in “seconda persona” simile a quella propostaci nei capitoli 4 e 5 di Residen Evil ma, con la possibilità in questo caso, di continuare a muoverci (avanzare o retrocedere) anche quando l’arma impugnata dal protagonista è puntata sul bersaglio. Questo piccolo ed apparentemente irrilevante accorgimento, migliora sensibilmente il sistema di controllo garantendogli quindi un’elevata fluidità e dinamicità. Durante l’esplorazione delle varie aree della nave spaziale sarà possibile acquistare tramite dei “crediti” ottenibili sia annientando i nostri nemici denominati Necromorfi che esaminando casse ed armadietti, nuove e sempre più devastanti armi oltre ad altri oggetti utili all’equipaggiamento e potenziamenti vari. Il tutto avverrà collegandosi all’interaccia di appositi “distributori”.
    Tra le caratteristiche più interessanti del titolo, spiccano: la possibilità di gestire il menu dell’equipaggiamento attraverso uno schermo olografico che si materializzerà in tempo reale (quindi senza uscire dal gioco mettendo in pausa) davanti alla faccia del protagonista in modo tale da non “spezzare” l’atmosfera. Avremo modo, inoltre, di muoverci in ambienti privi di gravità dove porteremo fluttuare nell’aria oppure camminare lungo quelle che normalmente costituirebbero le pareti o addirittura le volte di una stanza. Da segnalare anche la presenza di alcuni dispositivi in dotazione al protagonista grazie ai quali potremo attirare verso di noi determinati elementi dello scenario (che potranno essere anche utilizzati per colpire i mostri) o che ci consentiranno di rallentare i nemici e gli oggetti in movimento dandoci la possibilità di prendere la mira e ponderare alcune decisioni con calma. Il titolo si presenta già abbastanza impegnativo in modalità normale (ad inizio partita ci vengono offerte tre possibilità: modalità facile, modalità normale e modalità difficile.) quindi, a meno che non vi piacciano le sfide impossibili, vi consiglio di non andare oltre la seconda opzione…!
    Ho già detto che il titolo a mio avviso non brilla per originalità? Bene, lo riconfermo…! I giocatori più “anziani” infatti, troveranno trite e ritrite alcune soluzioni messe in atto dai programmatori nel tentativo di provocare dei “micro infarti” al giocatore. (Ai finti cadaveri riversi al suolo pronti a tornare in vita giusto nel momento del nostro passaggio oppure… al mostro che irrompe da una finestra in un momento di totale silenzio ad esempio, ci ha già pensato la Capcom con Resident Evil nel lontano 1996.) Inoltre la ripetitività e l’uguaglianza degli scenari propostici potrebbe deludere ed annoiare qualcuno.

    Il motore grafico di Dead Space, svolge discretamente il suo lavoro.
    Ho usato l’avverbio “discretamente” perché la realizzazione tecnica presenta, a mio avviso, qualche piccola “imperfezione” che non consente quindi al prodotto, di raggiungere un livello qualitativo sublime.
    Con questo non voglio assolutamente dire che il gioco non sia graficamente ben realizzato, però, dal momento in cui ci vengono proposte location caratterizzate nella stragrande maggioranza dei casi da spazi molto angusti e ristretti, le texture ambientali non mi sono parse eccessivamente dettagliate. Svolgono semplicemente il lavoro che devono svolgere senza quindi portare il giocatore più “esigente” a concedersi il classico “fischio d’approvazione”.
    La deformità fisico-strutturale dei necromorfi è per giunta servita ai programmatori come escamotage per risparmiare qualche poligono in più che, se aggiunto, di certo non avrebbe indignato nessuno.
    Degni di lode, invece, i contrasti, i giochi di luci ed ombre e le palette cromatiche che conferiranno alle stanze fredde e silenziose della desolata nave Ishimura un aspetto sinistro ed inquietante dove il fruitore riuscirà di sicuro ad immergersi sperimentando un insalubre senso di claustrofobia.
    Da segnalare inoltre, un po’ di aliasing (effetto calettatura) che comunque non comprometterà la bontà del prodotto in alcun modo.

    Ed ecco il vero cavallo di battaglia del titolo.
    Disponete di un impianto dolby surround? Buon per voi…!
    L’audio di Dead Space è a dir poco meraviglioso. I sinistri effetti sonori che si diffonderanno nella nave spaziale USG-Ishimura (Urla, lamenti, passi pesanti, tonfi, ecc… ecc…) vi faranno accapponare la pelle praticamente ad ogni occasione… o meglio … fino a quando non vi renderete conto che sono solo rumori pre-calcolati e che, in realtà, non c’è nessun pericolo imminente in quel momento.
    Stupendo anche il doppiaggio… interamente in italiano, eccezione fatta per il personaggio del Dr. Terrence Kyne la cui voce italiana è del noto regista Dario Argento.

    Dead Space è un prodotto d’indubbia qualità che non è esente da difetti sui quali però i giocatori meno “cavillosi” riusciranno con facilità a transigere.
    Il fatto che “brilli” di un carisma concessogli in prestito da due grandi film non penalizza di fatto il gioco ma, potrebbe privarlo in qualche modo d’originalità.
    Ispirarsi e voler “omaggiare” un prodotto realizzandone un altro con caratteristiche molto simili, potrebbe diventare alla lunga un espediente per risparmiarsi la fatica di concepire qualcosa di singolare.
    Tutto sommato il gioco è coinvolgente, ha un ottimo gameplay anche se in alcuni punti è davvero difficile, offre una buona resa grafica nell’insieme, gode di una soddisfacente longevità che non può lasciare a bocca asciutta proprio nessuno e naturalmente da buon horror che si rispetti è davvero, davvero cruento…!
    Nell’attesa di un seguito ancora migliore, gli concedo un…9!!!


    Recensione scritta per NeXt-Console da Noctis.
    La riproduzione della stessa, anche solo se parziale, è vietata!

  2. #2
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    Noctis stai facendo un ottimo lavoro, complimenti ancora e grazie infinite!

    Suggerimenti importanti: Mi raccomando, leggi sempre il Regolamento e usa il tasto Cerca!
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  3. #3

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    Riferimento: Dead Space

    Ottima recensione, forse tra qualche giorno lo compro.

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